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ASSEMBLEA STRAORDINARIA 13/02/2006
FONDO PENSIONE IBM

[NB: Il presente comunicato esprime posizioni opposte, sull'argomento in oggetto, dell'organizzazione sindacale che ospita e gestisce questo sito; il documento pubblicato per fornire ai lettori e ai dipendenti IBM l'informazione piu' completa possibile sulle posizioni espresse (G.T.)]


Da: Assistenza, previdenza, Fondo Pensione

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Sedi di Roma


Un gruppo di delegati dello SLAI/COBAS di ROMA insieme a 3 colleghi si è recato all'assemblea per rappresentare circa 380 soci.

L'assemblea è stata dichiarata valida quando si sono registrate presenze e deleghe per numero superiore al 25%. Erano presenti un notaio e, per il consiglio del fondo, il presidente, i tre membri della delegazione aziendale e un solo membro della delegazione rappresentante i lavoratori, il delegato sindacale CGIL FIOM Alfio Riboni.

L'assemblea è stata dichiarata aperta e il Presidente, Alessandro Gessi, alla presenza di circa 60 colleghi compresa la nostra delegazione, ha cominciato a spiegare il significato delle modifiche che si intendevano apportare allo statuto del fondo.

Egli ha evidenziato che vi erano essenzialmente due tipi di modifiche, "leggere" e "pesanti" e ha spiegato che avrebbe dato maggiori dettagli per le seconde nella seconda parte della riunione dedicata alle domande dei soci.

Per le prime, di carattere amministrativo e di maggiore flessibilità per i lavoratori, ha fatto dei veloci riferimenti.

Per il secondo tipo di modifiche ha cominciato ad illustrare e spiegare, con l'ausilio di una presentazione, i rendimenti del fondo negli anni passati, poi il confronto tra questi e quelli resi dal TFR.

Procedeva illustrando la nuova formula per la gestione degli investimenti ovvero l'articolazione delle diverse scelte Vitalizia, Obbligazionaria, Azionaria specificando (pag. 18 voce n.1 NESSUNA GARANZIA) che non sarebbe stata prevista alcuna garanzia , mostrava poi la pag successiva (19) in cui si prospettavano le 4 diverse opzioni della nuova formula e la prima, a nome GESAV, aveva indicato tra parentesi che non cambiava niente rispetto alla vecchia formula.

Erano elencate poi le restanti formule di "risparmio".

Esaurite le pagine della presentazione, la delegata Grazia Barbera chiedeva al Presidente di inserire nell'ordine del giorno tre mozioni che circa 380 delegati avevano deciso di proporre all'assemblea.

Il Presidente rifiutava le tre mozioni affermando che non si potevano accettare mozioni di alcun genere, neanche come varie, e che se si voleva chiedere delle modifiche allo statuto o suggerire nuove modalità si doveva seguire l'iter delle richieste formali.

Si dava inizio alla sessione delle domande.

Un collega di Roma, Enzo Esposito, chiedeva di spiegare la questione delle garanzie perché non era chiaro se effettivamente c'era il modo di scegliere e quindi di poter lasciare le cose come stavano prima oppure no.

Soprattutto in considerazione delle contraddizioni tra quanto affermato nel primo punto della pag. 18 e quanto recitato nella opzione GESAV indicata nella pag. 19.

Seguivano una serie domande e di risposte che non rispondevano mai alla domanda del collega, a conferma della questione della perdita delle garanzie.

La delegata sindacale dello SLAI/COBAS, Vincenza Lillo, chiedeva il perché non era stata inserita nello Statuto la possibilità, qualora si cambino le condizioni del contratto di poter recedere dal fondo.

La delegata sindacale SLAI/COBAS, Alessandra Rotunno, chiedeva il perché della diminuzione del numero legale per le assemblee visto che si possono usare le modalità delle video conferenze (comunemente usate per altri eventi)

La delegata SLAI/COBAS, Grazia Barbera, chiedeva il perché si andavano a cambiare le caratteristiche più profonde del fondo, da "fondo pensione sicuro" a qualcosa che somigliava ad un fondo d'investimento.

Il collega di Roma, Enzo Esposito, chiedeva chi avesse proposto i cambiamenti dello Statuto del Fondo Pensione e perché.

Ancora il collega Enzo Esposito chiedeva quali erano precisamente le condizioni contrattuali delle varie opzioni e specificava che, quando si è aderito al fondo, si è firmato un preciso testo di contratto adesso questo non era nemmeno definito.

Altre domande venivano proposte sempre in tema di capire la questione delle garanzie e dei contratti le risposte erano sempre di tipo evasivo e non chiaro.

Il Presidente sollecitava l'inizio della votazione perché spiegava che l'ultima navetta per Milano stava partendo e la sede stava per essere chiusa.

Il gruppo dei delegati dello SLAI protestavamo rispetto a questa decisione ma doveva rassegnarsi all'accettazione della urgenza.

Si passava così alle votazioni.

Il Presidente spiegava che la votazione sarebbe stata fatta per alzata di mano e contando le deleghe, ma si chiedeva di votare tutte le voci dello statuto cambiate con una sola votazione e non articolo per articolo.

La delegata sindacale Grazia Barbera chiedeva di procedere, almeno, con due votazioni, una per i cambiamenti "leggeri" e una per i cambiamenti "pesanti", quelli relativi all'art. 28 dello statuto.

Vista la chiusura totale e l'agitazione dei milanesi che dovevano prendere la navetta, si passava alla votazione:

Il Presidente chiedeva di procedere per alzata di mano e invitava i contrari a identificarsi, circa 12 persone, rappresentanti 434 soci, ratificavano il loro voto alle segretarie dando anche i nominativi.

Poi il Presidente lasciava allontanare le persone come ad accettare senza problemi che la differenza tra i presenti all'inizio dell'assemblea e i votanti per il no, erano tutti per il SI.

Si alzavano le proteste dello SLAI verso quel modo di procedere del tutto illegale e si chiedeva di procedere come si era proceduto nei nostri confronti e che solo chi avesse confermato il SI e si fosse identificato poteva essere conteggiato.

Le segretarie, le quali insieme delegavano 100 soci e avrebbero votato per il SI, in una confusione assurda, procedevano a raccogliere i nomi per i votanti il SI , noi certo non potevamo verificare alcunché!

Rimanevamo per assistere ai conteggi quando nella sala erano presenti solo alcuni del sindacato CGIL FIOM, il Presidente e alcuni colleghi dell'ufficio del personale.

I conteggi evidenziavano 1602 voti per il SI e 434 voti per il NO.

p.s. Si ringraziano tutti i colleghi che ci hanno dato mandato delegandoci, un ringraziamento particolare dello SLAI/COBAS ai due che ci hanno seguito da Roma a Segrate, sig. Esposito e sig. Fazio, ed il terzo collega di Milano sig. Lonigro che sono stati preziosi per le informazioni che hanno permesso di acquisire attraverso le loro domande.

Roma 16/2/2006

SLAI/COBAS