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Vedere anche: Diritti sindacali e dei lavoratori; Occupazione; Parlamento e Governo italiani

DIMISSIONI VOLONTARIE E PREAVVISO

Ultimo aggiornamento: 24/11/2013, a cura di A.Riboni

English abstract: Prodi Government's law protected workers from fake voluntary resignation; Berlusconi's Government erases this right


NORMATIVA VIGENTE

Le dimissioni volontarie costituiscono un atto unilaterale con il quale il lavoratore rende manifesta la sua volontà di rescindere il rapporto di lavoro. Il lavoratore (articolo 2118 c.c.) ha la possibilità, durante tutta la durata del rapporto di lavoro (sia esso a tempo determinato o indeterminato), di recedere dal contratto stipulato con il suo datore di lavoro, senza darne giustificazione alcuna. Le dimissioni hanno effetto dal momento in cui il datore di lavoro ne ha conoscenza e non è richiesta l’accettazione da parte sua, essendo una dichiarazione di volontà unilaterale, libera nei motivi e irrevocabile. Un’eventuale revoca è valida solo se manifestata prima che il datore di lavoro ne venga a conoscenza o con il consenso di quest’ultimo.
Il lavoratore dovrà adoperarsi per verificare la durata del periodo di preavviso previsto dal Contratto Collettivo applicato nell’azienda in cui opera (esso varia a seconda della categoria d'inquadramento contrattuale e dell’anzianità di servizio) e la data dalla quale far decorrere la cessazione del rapporto di lavoro (es. alcuni contratti fanno decorrere la cessazione del rapporto soltanto dal 1° o dal 16 di ogni mese). Effettuata questa verifica, il lavoratore dovrà formalmente dichiarare l’intenzione volontaria di recedere dal contratto di lavoro inviando una lettera di dimissioni nella quale indica chiaramente la data di cessazione del rapporto di lavoro (ultimo giorno di lavoro).

Nel caso in cui il lavoratore non dovesse lavorare durante il periodo di preavviso, così come stabilito dal CCNL applicato dall’azienda, è tenuto al pagamento di un'indennità equivalente all'importo della retribuzione che gli sarebbe spettata per il periodo di preavviso stesso (art. 2118, comma 2); normalmente l'importo corrispondente a questa indennità viene trattenuto dalle competenze di chiusura spettanti al lavoratore interessato. La stessa indennità è dovuta, da parte del datore di lavoro, nel caso di cessazione del rapporto per morte del prestatore di lavoro (art. 2118, comma 3) oppure nei casi di licenziamento collettivo e mobilità. Le parti (lavoratore e datore di lavoro) possono, con atto scritto, convenire entrambe di superare l'obbligo sopra descritto per quanto riguarda il periodo di preavviso liberandosi rispettivamente dal pagamento dell'indennità prevista.

Nei casi particolari che seguono, le dimissioni sono subordinate alle seguenti specifiche regole:

  1. In caso di Matrimonio: le dimissioni presentate dal lavoratore o dalla lavoratrice nel periodo compreso tra la richiesta di pubblicazione del matrimonio e un anno dopo la celebrazione delle nozze, devono essere confermate entro un mese alla Direzione provinciale del lavoro, altrimenti sono nulle.
  2. In caso di Maternità: le dimissioni presentate dalla lavoratrice madre o dal lavoratore padre durante il periodo in cui sussiste il divieto di licenziamento (dall’inizio del periodo di gestazione fino al compimento di un anno di età del bambino), devono essere presentate alla Direzione provinciale del lavoro per richiederne la convalida.

Nel solo caso specifico di dimissioni e/o cessazione del rapporto di lavoro durante il periodo di prova, le dimissioni e/o la cessazione hanno effetto immediato senza obbligo alcuno in capo alle parti contraenti (lavoratore e dattore di lavoro); non è tuttavia possibile escludere un’eventuale richiesta di risarcimento da parte del datore di lavoro qualora la cessazione immediata del rapporto di lavoro abbia causato o causi danni all’azienda.

La tabella che segue riporta la durata del preavviso per i lavoratori a cui è applicato il Contratto Nazionale di Lavoro per l'Industria Metalmeccanica Privata. In caso di mancato preavviso, la parte inadempiente dovrà riconoscere all'altra un'indennità equivalente alla retribuzione che sarebbe stata dovuta per l'equivalente periodo.

ANNI DI
SERVIZIO

6a, 7a e 8a Quadri
Categoria Professionale
4a, 5a e 5a Super
Categoria Professionale
2a, 3a e 3a Super
Categoria Professionale
1a
Categoria Professionale
FINO A 5 ANNI 2 MESI 1,5 MESI 10 GIORNI 7 GIORNI
OLTRE 5 ANNI E
FINO A 10
3 MESI 2 MESI 20 GIORNI 15 GIORNI
OLTRE I 10 ANNI 4 MESI 2,5 MESI 30 GIORNI 20 GIORNI

Nel caso di corresponsione dell'indennità sostitutiva del preavviso a carico del datore di lavoro, è opportuno precisare che:

  1. l'indennità è calcolata sulla base della retribuzione percepita dal dipendente al momento del recesso, tenendo conto di tutti quegli emolumenti che hanno carattere continuativo; concorrono a formare la base di calcolo anche i ratei delle mensilità aggiuntive e gli altri elementi retributivi corrisposti con periodicità ultramensile;
  2. l'indennità sostituiva del preavviso deve essere assoggettata all'ordinaria contribuzione previdenziale e assistenziale (art. 12 L. 153/1969 e successive modificazioni; INPS circ. 263/1997), mentre deve essere interessata da ritenute fiscali (compito del sostituto d'imposta) con il criterio della tassazione separata applicando l'aliquota prevista per la tassazione del TFR (artt 17 e 19 D.P.R. 917/1986; Min. fin., circ. 326/1997);
  3. come chiarito dalla Corte di Cassazione (sentenza n. 6406 del 28/5/1992), l'indennità sostitutiva del preavviso non presenta affatto natura retributiva ma risarcitoria, poiché viene corrisposta in seguito ad un'inadempienza.

Nel 2008 il Governo Berlusconi ha cancellato il seguente diritto:

Il Consiglio dei Ministri, con la lett. l), comma 10, dell'art. 39 del Decreto Legge n. 112 del 25 giugno 2008, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 147 del 25 giugno 2008, ha abrogato la Legge n. 188 del 17 ottobre 2007 che prevedeva la nuova procedura, a carico dei lavoratori, per la presentazione delle dimissioni volontarie.

Considerato ciò, dal 25 giugno 2008 le dimissioni volontarie potranno essere presentate, al proprio datore di lavoro, senza adempiere alla procedura informatizzata prevista dalla norma summenzionata.

Il Governo Prodi aveva resa possibile quanto segue:

La legge 188/07, entrata in vigore il 5 marzo 2008, stabilisce una nuova procedura obbligatoria per tutti quei lavoratori che intendono volontariamente dimettersi: le dimissioni volontarie dovranno essere comunicate esclusivamente tramite un modello informatico e ciò, secondo gli intendimenti del legislatore, dovrebbe tra l'altro impedire ai datori di lavoro di subordinare l'assunzione alla firma di lettere di dimissioni in bianco da utilizzare, poi, per tenere sotto ricatto i lavoratori.

Il modulo telematico potrà essere compilato:

  1. direttamente dal lavoratore tramite il sito del Ministero del lavoro;
  2. tramite gli uffici abilitati (Centri per l'Impiego, Comuni, Sindacati/Patronati, Direzioni Provinciali e Regionali del Lavoro);
Il modulo telematico dovrà essere consegnato al datore di lavoro entro 15 giorni dalla data di emissione altrimenti perderà validità e dovrà essere eventualmente rifatto.

Questa Legge si applica:

a tutti i casi di recesso unilaterale del lavoratore previsti dall'art. 2118 del Codice Civile, fermo restando il rispetto del periodo di preavviso così come disposto dal vigente Contratto Nazionale di lavoro applicato.

Questa Legge non si applica:

a tutti i casi in cui la cessazione del rapporto di lavoro deriva da accordi di risoluzione consensuale tra datore di lavoro e lavoratore e per i quali è prevista la firma, innanzi a un pubblico ufficiale, di un apposito verbale di conciliazione.

Questa è la procedura per le dimissioni in base alle nuove norme della Legge 188/07:

  1. Il lavoratore o si registra tramite il sito del Ministero del lavoro, oppure deve recarsi presso un soggetto intermediario abilitato (Comune, Centro per L'impiego, Direzione Provinciale o Regionale del Lavoro, ente di Patronato, ecc...);
  2. a seguito di quanto al punto precedente, il Ministero del lavoro rilascia il Documento delle Dimissioni Volontarie corredato di un codice univoco e di una data di emissione (il documento ha validità per 15 giorni);
  3. il lavoratore consegna al datore di lavoro il documento delle Dimissioni Volontarie entro 15 giorni dal suo rilascio (dopo 15 giorni tale documento perde ogni validità);

Esperita la procedura di cui sopra, inizia il periodo di preavviso alla fine del quale si perfeziona la cessazione del rapporto di lavoro.