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Vedere anche: Diritti sindacali e dei lavoratori, Orario di lavoro, Pari opportunità e tutela del lavoro femminile

MATERNITA' E PATERNITA'

aggiornato il 19/3/2019 a cura di Alfio Riboni

Le fonti normative di riferimento sono le seguenti.

Tutte le disposizioni i diritti e le prerogative di cui si tratterà nel prosieguo valgono sia per i figli naturali, sia nei casi di adozione o affidamento.

DIVIETI

A tutela della salute della lavoratrice e del nascituro, durante il periodo di gravidanza e fino ai 7 mesi di età del figlio:

  1. è vietato adibire la lavoratrice ad ad attività lavorative considerate pericolose, faticose e insalubri (alcuni esempi: lavori di manovalanza pesante, lavori che comportano esposizione a radiazioni ionizzanti, silicosi, asbestosi, lavori su scale e impalcature, lavori che comportano stazionamento in piedi per più di metà dell'orario di lavoro, lavori a bordo di navi, aerei, treni, pulmann, lavori agricoli, lavori che comportano manipolazione di sostanze tossiche, lavori accertati come insalubri dagli organi ispettivi del Ministero del lavoro);
  2. in conseguenza di quanto al punto precedente,ove ne ricorra la casistica, il datore di lavoro deve cambiare mansione alla lavoratrice anche assegnandola, ferma restando la retribuzione, a mansioni inferiori a quelle abitualmente svolte;
  3. dall'inizio della gestazione e fino al compimento di 1 anno di età del bambino, è vietato adibire la lavoratrice ad attività in orario notturno (tra le ore 24 e le 6); la lavoratrice non può inoltre essere obbligata a prestare lavoro notturno qualora abbia un figlio minore di 3 anni (norma valida anche per il padre convivente), oppure sia l'unico genitore affidatario di un figlio convivente di età inferiore ai 12 anni, oppure abbia a proprio carico un soggetto disabile;
  4. al termine del congedo per gravidanza, la lavoratrice ha diritto a rioccupare lo stesso posto di lavoro che aveva prima della gravidanza medesima, nella stessa unità produttiva; ove ciò non sia possibile per comprovati motivi, l'unità produttiva deve essere ubicata nello stesso comune, oppure la lavoratrice deve essere adibita a mansioni equivalenti a quelle svolte prima della gravidanza.

Durante il periodo della gravidanza e fino a 1 anno di età del bambino, vige il divieto di licenziamento salvo i casi di:

E' opportuno precisare che, durante il periodo di vigenza del divieto di licenziamento, le dimissioni volontarie che la lavoratrice dovesse spontaneamente dare devono essere convalidate dal servizio ispettivo del Ministero del Lavoro.

Tutte le disposizioni fin qui specificate e descritte valgono sia per i figli naturali, sia nei casi di adozione o affidamento.

CONGEDO OBBLIGATORIO DI MATERNITA'

E' vietato adibire al lavoro le donne nel periodo intercorrente fra i 2 mesi antecedenti il parto e i 3 mesi successivi. La lavoratrice può optare per un periodo flessibile assentandosi dal lavoro un mese prima del parto e fino al quarto mese successivo, ma ciò è condizionato al parere vincolante di un medico specialista del Servizio Sanitario Nazionale (o con esso convenzionato) e, ove previsto, del medico aziendale, i quali devono accertarsi che ciò non pregiudichi la salute del nascituro. La lavoratrice che volesse avvalersi del citato periodo flessibile, deve farne richiesta non oltre il settimo mese di gravidanza, pena la decadenza da tale diritto. In caso di complicazioni e rischi per la salute della madre e del nascituro, il congedo obbligatorio per maternità può essere anticipato su istanza della lavoratrice e per disposizione delle autorità competenti. Inoltre, la durata dell’astensione obbligatoria può essere prorogata fino a 7 mesi dopo il parto quando le condizioni di lavoro o ambientali siano ritenute pregiudizievoli alla salute della lavoratrice o quando la stessa sia adibita a lavori pericolosi o faticosi, e non possa essere destinata ad altre mansioni.
Un'ulteriore possibilità è stata poi introdotta dalla Legge di Bilancio per il 2019, che consente di lavorare fino alla data del parto, usufruendo successivamente interamente dei 5 mesi di congedo obbligatorio. Anche in questo caso, la lavoratrice deve farne espressamente richiesta e si rende necessario il consenso del medico, che dovrà certificare l'assenza di rischi tanto per la madre quanto per il nascituro.

Durante il congedo obbligatorio per maternità, che è computabile ai fini dell'anzianità di servizio, delle ferie e della tredicesima, la lavoratrice ha diritto all'intera retribuzione.

Secondo il Testo Unico per la tutela e il sostegno della maternità e della paternità, il padre ha diritto a:

Anche nei casi appena sopra elencati, al padre lavoratore spetta un'indennità giornaliera a carico dell'INPS pari al 100% della retribuzione.

CONGEDO PARENTALE

Oltre al al periodo di astenzione obbligatoria, i genitori hanno diritto al congedo parentale che:

Ai lavoratori dipendenti che siano genitori adottivi o affidatari, il congedo parentale spetta entro i primi 12 anni dall'ingresso del minore nella famiglia, a prescindere dall'età del bambino all'atto dell'adozione o affidamento e non oltre comunque il compimento della sua maggiore età.

E' stata inoltre introdotta, in alternativa, la possibilità di rinunciare al congedo parentale trasformando il rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale;è opporuno preisare che ciòè possibile una sola volta e a condizione che la riduzione dell’orario di lavoro non ecceda la soglia del 50% rispetto all’orario a tempo pieno.

Durante il congedo parentale spetta:

Per quanto riguarda le modalità di fruizione del congedo parentale, l’astensione facoltativa può essere fruita anche su base oraria, secondo le modalità stabilite dalla contrattazione collettiva o, in mancanza, in base alla disciplina introdotta dal d.lgs. n. 80/2015.

CONGEDO PER MALATTIA BAMBINO

Alternativamente, entrambi i genitori hanno diritto a tale congedo in caso di malattia del bambino entro l'ottavo anno di età.
La durata del congedo è la seguente:

I periodi di assenza che spettano al genitore richiedente:

RIPOSI GIORNALIERI O PER ALLATTAMENTO

Per tutto il primo anno di età del bambino la mamma ha diritto a 2 periodi di riposo retribuito durante l'orario di lavoro, anche cumulabili, pari a 1 ora ciascuno (qualora l'orario di lavoro giornaliero sia inferiore a 6 ore, il periodo di riposo è 1 di 1 ora). Il padre ha lo stesso diritto se il figlio è affidato esclusivamente a lui, oppure se la madre lavoratrice dipendente rinuncia, oppure, infine, se la madre non è lavoratrice dipendente.

DIMISSIONI VOLONTARIE

In base a quanto previsto dall'art. 4, comma 16 della Legge 28 giungo 2012 n. 92 "La risoluzione consensuale del rapporto o la richiesta di dimissioni presentate dalla lavoratrice, durante il periodo di gravidanza, e dalla lavoratrice o dal lavoratore durante i primi tre anni di vita del bambino o nei primi tre anni di accoglienza del minore adottato o in affidamento, o, in caso di adozione internazionale, nei primi tre anni decorrenti dalle comunicazioni di cui all'articolo 54, comma 9, devono essere convalidate dal servizio ispettivo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali competente per territorio. A detta convalida è sospensivamente condizionata l'efficacia della risoluzione del rapporto di lavoro."

Fino al primo anno di età del figlio/a non sussite l'obbligo del periodo di preavviso, mentre detto preavviso è dovuto successivamene.