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Da: Assistenza, servizi sociali, cassa di previdenza, INPS

LA PENSIONE DI ANZIANITA'
PER I LAVORATORI DIPENDENTI

Ultimo aggiornamento: 16/12/2016 - A cura di Alfio Riboni


LA NORMATIVA CHE SEGUE E' QUELLA INTRODOTTA DAL GOVERNO MONTI E VIGENTE A PARTIRE DAL 1 GENNAIO 2012

A decorrere dal 1 gennaio 2012 la pensione di anzianità non esisterà più. Sarà sostituita dalla pensione anticipata per il diritto alla quale occorrono i seguenti requisiti:

ANNO UOMINI DONNE

2012 42 + 1 mese 41 + 1 mese
2013 42 + 5 mesi 41 + 5 mesi
2014 42 + 6 mesi 41 + 6 mesi
2015 42 + 6 mesi 41 + 6 mesi
2016 42 + 10 mesi 41 + 10 mesi
2017 42 + 10 mesi 41 + 10 mesi
2018 42 + 10 mesi 41 + 10 mesi
dal 2019 43 + 2 mesi
(requisito previsto in base alla stima dell'adeguamento della speranza di vita)
42 + 2 mesi
(requisito previsto in base alla stima dell'adeguamento della speranza di vita)

NOTA BENE

  1. Con riferimento alla contribuzione versata dal 1 gennaio 2012, il metodo di calcolo per la determinazione dell'ammontare della pensione sarà quello contributivo (fermo restando quello applicato per i periodi precedenti in funzione delle norme di Legge già in vigore);
  2. I lavoratori che accederanno alla pensione anticipata calcolata con il sistema retributivo o misto (è perciò esclusa quella calcolata con il sistema contributivo), subiranno delle penalizzazioni nel caso in cui ne dovessero fare richiesta ad un'età anagrafica inferiore ai 62 anni; in estrema sintesi, sulla quota del trattamento pensionistico relativa alle anzianità contributive maturate antecedentemente al 1° gennaio 2012 per chi sta nel sistema retributivo e al 31 dicembre 1995 per chi sta nel sistema misto, sarà applicata una riduzione pari a 1 punto percentuale per ognuno dei 2 anni di anticipo rispetto al compimento dei 62 anni di età anagrafica;
  3. Tale percentuale di riduzione annua sarà elevata a 2 punti percentuali per ogni anno ulteriore di anticipo rispetto ai due anni di cui al punto precedente, ovvero rispetto ai 60 anni di età;
  4. Le penalizzazioni di cui ai precedenti paragrafi "1" e"2" non si applicano a chi maturerà il diritto alla pensione anticipata entro il 31 dicembre 2017, a condizione che l'anzianità contributiva derivi esclusivamente da prestazione effettiva di lavoro, inclusi i periodi di aspettativa obbligatoria per maternità, per servizio militare, per infortunio, per malattia, per Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria e la contribuzione da riscatto se riconducibile a un'effettiva attività lavorativa.

ATTENZIONE:
Per quanto riguarda la tabella sopra riprodotta, vedere anche quella pubblicata nel portale INPS.
Per tutto quanto fin qui specificato è opportuno consigliare anche la lettura dell'apposita area INPS.

TABELLA DEI METODI DI CALCOLO
PER LA DETERMINAZIONE DELL'AMMONTARE DELLA PENSIONE

ANZIANITA' CONTRIBUTIVA MATURATA
FINO AL 31-12-1995
ANZIANITA' CONTRIBUTIVA MATURATA
DALL'1-1-1996 AL 31-12-2011
ANZIANITA' CONTRIBUTIVA MATURATA
DALL'1-1-2012

Anzianità contributiva maturata al 31-12-1995 = 18 anni o più Calcolo Retributivo Calcolo Retributivo Calcolo Contributivo
Anzianità contributiva maturata al 31-12-1995 = Meno di 18 anni Calcolo Retributivo Calcolo Contributivo Calcolo Contributivo
Anzianità contributiva maturata al 31-12-1995 = Nessuna = = = = Calcolo Contributivo Calcolo Contributivo

METODO DI CALCOLO RETRIBUTIVO = Sistema di calcolo della pensione che si basa sulla media delle retribuzioni percepite negli ultimi anni di vita lavorativa.

METODO DI CALCOLO CONTRIBUTIVO = Sistema di calcolo della pensione che si basa su tutti i contributi versati durante l'intera vita assicurativa.

Per maggiori dettagli sui metodi di calcolo della pensione vedi l'apposita pagina web nel portale internet dell'INPS oltre all'apposita pagina in questo sito internet..


ATTENZIONE: LA NORMATIVA DI SEGUITO DESCRITTA E' VALIDA PER TUTTI COLORO CHE HANNO MATURATO IL DIRITTO ALLA PENSIONE ENTRO IL 31 DICEMBRE 2011 E, NEI CASI PARTICOLARI PIU' AVANTI SPECIFICATI, ANCHE PER ALCUNE TIPOLOGIE DI LAVORATORI CHE ACQUISIRANNO IL DIRITTO ALLA PENSIONE SUCCESSIVAMENTE.


QUANDO SI HA DIRITTO

Si può ottenere anche prima di aver compiuto l'età prevista per la pensione di vecchiaia. La legge 247 del 2007 (conseguente all'accordo fra governo e parti sociali e nota come legge di riforma del welfare) ha stabilito un aumento progressivo del requisito anagrafico rispetto alla normativa precedente.

Dal 1° luglio 2009 in poi, ferma restando la possibilità di accedere alla pensione di anzianità con un'anzianità contributiva di almeno 40 anni a prescindere dall'età anagrafica, è entrato in vigore il cosiddetto “sistema delle quote”, in base al quale si consegue il diritto alla pensione al raggiungimento di una quota data dalla somma tra età anagrafica e contribuzione (rimane fermo il requisito minimo di 35 anni di contributi e un'età anagrafica minima crescente fino a 61), secondo il seguente schema:

Requisito contributivo minimo di almeno 35 anni

Periodo Età anagrafica

+ anzianità

contributiva

Età

anagrafica

minima

Dal 01/01/2011 al 31/12/2012 96 60
Dal 01/01/2013 97 61

LE FINESTRE

Non basta avere maturato i requisiti contributivi ed anagrafici per poter fruire del trattamento di anzianità: il trattamento pensionistico - ovvero il pagamento della pensione - non decorre dal mese successivo al perfezionamento dei requisiti che ne danno diritto, bensì in base alle cosiddette "finestre d'uscita"; in altre parole, il trattamento (pagamento) della pensione decorre dalle date indicate nelle finestre d'uscita, purché la domanda sia stata presentata prima di quella data e, diversamente, decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda.

Il Disegno di legge n. 2228 del 2010 di conversione del Decreto legge n. 78 del 31 maggio 2010, ha introdotto le finestre a scorrimento e questa normativa è stata successivamente modificata in occasione della manovra finanziaria 2011; in estrema sintesi:

  • I lavoratori che, a partire dal 1.1.2013, matureranno i requisiti necessari per il diritto alla pensione a carico INPS, avranno diritto al trattamento (pagamento della pensione) con un "differimento" di 15 mesi dalla data di maturazione dei citati requisiti;
  • La decorrenza della pensione è perciò fissata dal primo giorno del mese successivo allo scadere dei mesi di differimento previsti;
  • Maggiori dettagli sono disponibili nell' apposita pagina web dell'INPS.

    CASI PARTICOLARI

    La normativa previdenziale sopra descritta, ovvero quella in vigore precedentemente al Decreto Monti, continuerà ad applicarsi alle seguenti tipologie di lavoratori :

    1. ai lavoratori collocati in mobilità ai sensi degli articoli 4 e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, e successive modificazioni, sulla base di accordi sindacali stipulati anteriormente al 4 dicembre 2011 e che maturano i requisiti per il pensionamento entro il periodo di fruizione dell'indennità di mobilità;
    2. ai lavoratori collocati in mobilità lunga ai sensi dell'articolo 7, commi 6 e 7, della legge 23 luglio 1991, n. 223, e successive modificazioni e integrazioni, per effetto di accordi collettivi stipulati entro il 4 dicembre 2011 (vedi anche quanto precisato dall'INPS nell'area dedicata alla riforma delle pensioni);
    3. ai lavoratori che, alla data del 4 dicembre 2011, sono titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà di settore di cui all'articolo 2, comma 28, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 (vedi ad esempio i fondi di solidarietà del settore del credito), nonché ai lavoratori per i quali sia stato previsto da accordi collettivi stipulati entro la medesima data il diritto di accesso ai predetti fondi di solidarietà;
    4. ai lavoratori che, antecedentemente alla data del 4 dicembre 2011, siano stati autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione;
    5. ai lavoratori che alla data del 4 dicembre 2011 hanno in corso l'istituto dell'esonero dal servizio di cui all'articolo 72, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni con legge 6 agosto 2008, n. 133 (personale in servizio presso le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, le Agenzie fiscali, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, gli Enti pubblici non economici, le Università, le Istituzioni ed Enti di ricerca, ecc., che negli anni 2009, 2010 e 2011 ha chiesto di essere esonerato dal servizio essendo in corso il quinquennio antecedente la data di maturazione della anzianità massima contributiva di 40 anni).
    E' opportuno ricordare che quanto sopra è precisato dall'INPS alla pagina web contenuta nell'area dedicata alla riforma delle pensioni .

    Inoltre, in via eccezionale :

    1. i lavoratori che entro il 31 dicembre 2012 abbiano maturato 36 anni di contribuzione e 60 anni di età o 35 di contribuzione e 61 di età potranno andare in pensione anticipata al compimento dei 64 anni di età (vedi anche la circolare INPS n.35 del 14 3 2013 al paragrafo 6);
    2. le lavoratrici potranno conseguire il trattamento di vecchiaia con un'età anagrafica non inferiore a 64 anni di età qualora abbiano maturato, entro il 31 dicembre 2012, un'anzianità contributiva di almeno 20 anni e, alla medesima data, abbiano conseguito un'età anagrafica di almeno 60 anni.

    LAVORATRICI (opzione donna)

    Infine, alle lavoratrici che decideranno di avvalersi di quanto previsto dall'art. 1, comma 9, della Legge 23 agosto 2004, n. 243 , così come modificato/integrato dall'art. 1 comma 281 della Legge 208/2015 e dall' art 1 comma 222 della Legge di bilancio 2017, non sarà applicata la nuova normativa previdenziale.
    In estrema sintesi, le lavoratrici dipendenti potranno conseguire il diritto di accesso al trattamento pensionistico di anzianità:

    1. in presenza di un'anzianità contributiva di almeno 18 anni al 31 dicembre 1995 (quindi quelle che rientrano nel sistema retributivo), che non abbiano già maturato i requisiti per la pensione di anzianità entro il 31 dicembre 2007; oppure di un'anzianità contributiva inferiore, (che rientrano nel sistema "misto") a condizione che non abbiano già esercitato in passato il diritto di opzione per il contributivo;
    2. in presenza di un'anzianità contributiva pari o superiore a trentacinque anni entro il 31 dicembre 2015;
    3. in presenza, di un'età pari o superiore a 57 anni e 3 mesi entro il 30-12-2015 e decorrenza entro il 31-12-2016;
    4. ferma restando la liquidazione del trattamento pensionistico secondo le regole di calcolo del sistema contributivo;
    5. fermo restando la finestra di 12 mesi per avere diritto al trattamento pensionistico (pagamento della pensione).

    Vale la pena di precisare che, con riferimento alla normativa previdenziale appena sopra descritta e denominata anche "opzione donna", l'applicazione del metodo di calcolo contributivo, invece del retributivo, per determinare l'ammontare della pensione, può comportare un importante minor valore della medesima: è perciò caldamente consigliato consultare un patronato per verificare la differenza di valore appena citata.



    LA TUTELA PREVIDENZIALE DELL'HANDICAP



    IL RISCATTO DELLA LAUREA

    Il riscatto della laurea è possibile anche se non si ha ancora un lavoro, ovvero un reddito: è necessario versare un contributo, per ogni anno da riscattare, pari al livello minimo imponibile annuo degli artigiani e commercianti moltiplicato per l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche dell’assicurazione generale obbligatoria (vigente nell’anno di presentazione della domanda).
    E' opportuno precisare che si possono riscattare esclusivamente gli anni accademici effettivi del corso di laurea, i periodi di studio previsti per ottenere diplomi di specializzazione e i diplomi rilasciati da scuole parauniversitarie e dottorati di ricerca; gli anni «fuori corso» sono, invece, esclusi dalla possibilità di riscatto. I contributi vanno versati all'Inps che li accantona e, su domanda dell'interessato, li trasferirà poi all'ente di previdenza cui il lavoratore risulterà successivamente iscritto.
    Per tutti coloro che hanno un lavoro, ovvero un reddito, la laurea è riscattabile come sopra specificato, ma la base di calcolo sarà costituito dal reddito effettivamente percepito, ovvero dalla retribuzione effettiva nel caso di lavoratore dipendente.
    Per ulteriori approfondimenti o notizie sul riscatto della laurea è consigliabile consultare la pagina web predisposta dall'INPS.



    PER OGNI ALTRA QUESTIONE INERENTE LA PENSIONE DI ANZIANITA'
    E' CONSIGLIABILE RIVOLGERSI A UN PATRONATO OPPURE CONSULTARE IL SITO DELL'INPS.